Mobbing

 

Secondo la Giurisprudenza Costituzionale il mobbing sul lavoro è considerato come un insieme di condotte oppressive, dalla lunga durata, indirizzate al lavoratore da parte dei propri colleghi, dai superiori o dal capo. La caratteristica principale di questi atti sono l’intenzione a perseguitare ed emarginare la vittima, al fine di escluderla dal gruppo. Molto spesso, i soggetti che perseguitano il dipendente sono diversi, agendo in gruppo contro la vittima. Lo Studio Legale “Gerardo Vesci & Partners” segue frequentemente casi affini a tale fenomeno.

Il “mobbing” è, quindi, un vero e proprio accanimento di tipo psicologico, effettuato con modi d’agire tipici o atipici, eseguiti sistematicamente per un periodo rilevante. Il fine della persecuzione è creare danno al dipendente, portandolo alle dimissioni, il momento finale per completa estromissione della vittima dal contesto lavorativo.

Il fenomeno del mobbing sul lavoro è diventato sempre più diffuso, nonostante questo non c’è disciplina legislativa o apparato sanzionatorio che tuteli il dipendente. Quest’assenza nella disciplina fa sì che la tutela del lavoratore mobbizzato resti demandata alla possibilità di applicare le norme già esistenti nel vigente ordinamento giuridico, sia civile che penale.

In particolare dal punto di vista civilistico, l’art. 2087 c.c. obbliga il datore di lavoro a tutelare sia la persona fisica che morale del dipendente. Per cui chi è vittima di mobbing inizia ad avere a disposizione una serie di strumenti che permettono la tutela dei propri diritti sul posto di lavoroSono, infatti, attuali nella cronaca, esempi di dipendenti che denunciano casi di mobbing, con frequenza più accentuata nei confronti delle donne. Questo perché sono spesso oggetto di attenzioni indesiderate da parte dei loro superiori. La mancata disponibilità può far scattare atteggiamenti persecutori nei confronti della vittima.

Grazie alla lenta evoluzione della legislazione, questo fenomeno è emerso a galla in tutta la sua drammatica diffusione, permettendo tuttavia alle vittime di tutelarsi grazie agli studi di avvocati e studi legali. Un passo avanti verso la completa tutela dei dipendenti.

Azioni legali e provvedimenti contro il mobbing

In sede penale il giudice ha il compito di esaminare ogni singolo atto perpetrato ai danni della vittima del mobbing per individuare quali norme risultano violate. Per quantro riguarda invece gli aspetti civilistici è necessario valutare il danno che può essere stato conseguenza delle persecuzioni. Tra questi danni vi è sicuramente il danno biologico a cui si affianca anche il cosiddetto danno morale.

La situazione italiana in relazione al mobbing presenta alcuni punti su cui porgere attenta riflessione perché contrastanti tra loro.

A differenza di paesi le leggi sul lavoro lasciano molto spazio a una personale interpretazione, in Italia c’è un maggiore rigore e una più concreta protezione dei lavoratori da licenziamenti e/o trasferimenti non motivati. Tal volta proprio per questo il mobbing fornisce una sorta di alibi al quale ricorrere per allontanare lavoratori indesiderati.


Come ci si tutela dalle varie forme del mobbing

Il concetto di mobbing e di tutte le sue forme entra a far parte dell’ordinamento Europeo (e di conseguenza, da esso disciplinato) nel 2001. La situazione Italiana in merito è alquanto paradossale, avendo un ordinamento giuridico notevolmente vasto e di difficile interpretazione. Tuttavia, il reato di mobbing non è specificamente contemplato ed è invece associato a diverse possibili violazioni del codice penale La presenza di svariati disegni di legge senza che ancora oggi ci sia una disciplina specifica rende la valutazione dei singoli casi complessa.


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In linea generale si prende in considerazione quanto espresso dalla Costituzione Italiana (riferimento ad articoli dal 2 al 42) che cerca di tutelare l’essere umano sia come persona sia lavoratore, tanto quanto membro di una società con diritti di eguale misura per se e i suoi pari. La situazione in altri Paesi è piuttosto variegata e fonte di acceso dibattito tra sociologi e personale dedito allo studio di queste dinamiche: l’America è alquanto selettiva e rigida per quanto riguarda reati in ambito lavorativo collegati a molestie di natura sessuale ma, manca di un ordinamento che possa disciplinare le questioni in ambito sociale. La Svezia (e più in generale, alcuni dei grandi centri legislativi del nord-Europa) possiede un espressivo ordinamento che pensa a preservare al meglio i diritti umani, la loro inviolabilità e le condizioni secondo cui si deve attribuire un giusto risarcimento nel caso di lesione reale e documentata.


Lo Studio Legale BOTTA di Cuneo si occupa di diritto del lavoro con particolare focus in Piemonte nella zona di Cuneo e provincia, in quanto lo studio di Via Rossana 11 può essere raggiunto con facilità da tutto il capoluogo e dalla relativa provincia, oltre che dalle vicine province  tramite i pratici collegamenti ferroviari e autostradali.

In particolare, l’Avv. BOTTA Michela segue da vicino cause per molestie sul luogo di lavoro e mobbing. In questa pagina si è cercato di illustrare brevemente che cos’è il mobbing e come riconoscerlo, come ci si può tutelare da molestie sul luogo di lavoro e che cosa prevede la legge in caso di mobbing.

Ove sussistano ulteriori e più specifici dubbi relativi a problematiche variamente afferenti il diritto del lavoro, il mobbing e le molestie sul luogo di lavoro, i cittadini residenti a Cuneo e provincia possono contattare direttamente l’Avvocato BOTTA presso lo studio di Via Rossana 11 a Cuneo.

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